/  Lifestyle   /  LEGGENDE E SIMBOLOGIE DELLE ICONE GIAPPONESI
daruma

LEGGENDE E SIMBOLOGIE DELLE ICONE GIAPPONESI

Vi siete mai chieste quali siano le leggende dietro a i più famosi simboli giapponesi?

 

Come scritto nell’articolo precedente, la collezione “Ganbaru” contiene illustrazioni delle più famose icone giapponesi alla quale mi sono ispirata per la loro forte simbologia e il loro profondo significato, anche e soprattutto in conseguenza al difficile  periodo che stiamo vivendo. 

Infatti le più famose icone giapponesi sono legate alla fortuna, al buon auspicio e alla prosperità. 

Le più importanti sono sicuramente il Maneki Neko e la bambola Daruma. Quali sono le leggende dietro questi due oggetti a cui i giapponesi sono così legati?

IL MANEKI NEKO

Il maneki-neko (招き猫) segnica letteralmente “gatto che chiama” ma è soprattutto noto come “gatto della fortuna”.

E’ un portafortuna giapponese che raffigura un gatto intento a chiamare a sé lo spettatore.

Secondo molte leggende Giapponesi ogni volta che un gatto assume questa posa sul suo proprietario si riverserà una vasta dose di fortuna. 

a

MANEKI NEKO: LE LEGGENDE

Stabilire l’origine certa di questa credenza non è affatto facile poichè si intersecano tra loro storie e leggende diverse

Il significato del maneki neko è legato principalmente a due leggende.

Secondo una prima leggenda, nel 17° secolo a Tokyo c’era un tempio fatiscente e in rovina. Il sacerdote era povero, ma condivideva quel poco cibo che aveva con il suo gatto Tama. Un giorno, nel 1633, un uomo ricco e importante era a caccia in quella zona, ma fu sorpreso da un forte temporale. Quell’uomo era Ii Naotaka, daimyo di Hikone e mentre aspettava sotto un albero la fine della tempesta, notò un gatto che sembrava gli facesse cenno di entrare nel tempio. Fu talmente incuriosito dal gesto che si avvicinò al gatto per osservarlo meglio e in quel momento un fulmine colpì l’albero sotto cui si era riparato. Il gatto gli salvò la vita e il daimyo divenne amico del sacerdote che nonostante la povertà si era preso cura del gatto. Da allora il tempio divenne ricco e il gatto e il sacerdote non patirono più la fame.

IL MANEKI NEKO
gotokuji-pagoda
daruma

La seconda leggenda è ambientata a Imado, un’area di Tokyo dove all’epoca c’erano molti produttori di oggetti in ceramica. Verso la fine del periodo Edo (1603 – 1868), in questa zona viveva un’anziana signora così povera da non poter più nutrire il suo gatto e fu costretta a cacciarlo via. Quella notte il suo gatto le apparve in sogno e le parlò, dicendole che se avesse realizzato statuine con la sua immagine avrebbe trovato la fortuna. La donna seguì il suggerimento e fece realizzare diverse statuine in ceramica e andò a venderle all’ingresso del santuario di Imado. I gattini in ceramica (con la forma del maneki neko) divennero presto popolari e l’anziana signora non conobbe più la povertà.

 

Le due leggende sono abbastanza verosimili e non in contrasto tra loro. La prima spiegherebbe l’origine del gesto portafortuna, la seconda la popolarità delle statuine. Sono entrambe legate a luoghi ben precisi e mi piace pensare che siano entrambe vere.

Il maneki neko viene solitamente rappresentato con il manto bianco a macchie di due colori e un collare rosso con un campanellino. Inoltre il gatto nell’altra zampa che non solleva tiene sempre rappresentata una moneta d’oro chiamata Koban (moneta usata nel periodo Edo). Ovviamente il perchè tiene una moneta deriva dal fatto che il gatto deve attrarre fortuna e ricchezza.

Shop This Style

No products were found!

LE BAMBOLE DARUMA

Rappresentano la filosofia del Ganbaru” (頑張る), la determinazione e la perseveranza. Inizialmente prive di occhi, acquisiscono uno sguardo severo e fermo man mano che i desideri del loro possessore prendono forma. A prima vista possono incutere un po’ di timore, ma racchiudono un significato unico e forte.

 

Il significato ed il messaggio che queste figure votive trasmettono è ovviamente collegato al personaggio che rappresentano: Bodhidharma, chiamato di fatto Daruma in giapponese,noto per essere il fondatore e primo patriarca del Buddhismo Zen.

La leggenda vuole infatti che Daruma abbia meditato in maniera costante per 9 anni senza muoversi perdendo così l’uso di braccia e gambe. Durante la meditazione, in un  momento di debolezza, la concentrazione della meditazione venne meno e si addormentò. Quando si risvegliò dalla vergogna si tagliò le palpebre e le gettò a terra. Subito dopo germogliarono delle foglie in grado di allontanare il sonno, così nacque la pianta del tè.

 

Il design della Daruma, in particolare la forma, il colore, gli occhi e i segni sul viso, hanno ciascuno la propria storia e il proprio significato simbolico.

Le daruma sono fatte solitamente in cartapesta, hanno un corpo tozzo e grande con il baricentro al basso e si raddrizzano da qualunque lato vengano spinte. Per questo motivo in Giappone rappresentano l’ottimismo, costanza e determinazione.

Sebbene non sia certo, sembra che le origini della tradizionale colorazione rossa delle bambole daruma derivi dal colore delle vesti da sacerdote di alto rango. Spesso anche Bodhidharma viene rappresentato con sontuose vesti di colore rosso. 

Si presentano con un volto maschile con dei baffi, ed hanno due cerchi bianchi al posto degli occhi. La tradizione vuole che, usando dell’inchiostro nero, si disegni un solo occhio esprimendo un desiderio; se questo si realizzerà, allora sarà possibile disegnare il secondo occhio in simbolo di desiderio realizzato.

Alcune bambole hanno delle scritte sulle guance che descrivono il desiderio che il proprietario ha espresso, mentre il cognome del proprietario è spesso scritto sul mento

Per quanto riguarda i lineamenti la leggenda narra che le sue sopracciglia siano state disegnate a forma di gru e che la forma dei suoi baffi rappresenti il guscio di una tartaruga. Questo perché entrambi gli animali, nella tradizione giapponese, sono simboli di longevità e di buon auspicio.

BodhidharmaYoshitoshi1887 (1)

RAMEN, CIBO DELL’ANIMA GIAPPONESE

“Una ciotola di Ramen contiene un intero universo, la vita dal mare, dalle montagne e dalla terra. Tutte queste vite insieme fanno il Ramen. Tutte esistono in perfetta armonia. E tutto viene tenuto insieme dal brodo, che dà vita al Ramen.”

 

— Ramen Girl, 2008

 

Beh chi potrebbe descrivere il ramen meglio di “ramen girl”?!

Se non lo avete ancora fatto vi consiglio assolutamente di vedere questo magnifico film che vi trasporterà nel magico mondo del ramen!

Ma, vi siete mai chiesti dove  e come è nato il piatto preferito di tutti i giapponesi?

L’origine del ramen non è del tutto certa. Si dice che il ramen sia stato introdotto in Giappone dalla Cina. Infatti si dice anche che l’etimologia della parola “ramen” derivi originariamente dal cineselamian” (拉麺) , che significa letteralmente “tagliatelle tirate a mano”. 

Infatti il ramen è praticamente una ciotola di brodo caldo e saporito che contiene al suo interno dei noodles spessi e succosi.

Questo piatto si è diffuso al grande pubblico dopo il periodo Meiji e nell’era post-bellica. Con la sua preparazione facile e il suo sapore delizioso è diventato noto come cibo preferito della nazione!

Noodles

SUSHI

A chi non è mai venuto in mente questo cibo delizioso pensando al Giappone?

Io personalmente ne vado matta!

Il termine “Sushi” (寿司) significa letteralmente “aspro” per via del condimento del riso fatto di aceto, zucchero e sale

La preparazione del sushi è una vera e propria arte: viene preparato per essere gustato innanzitutto dagli occhi, la disposizione attenta, armonica ed equilibrata di ogni singolo pezzo è la dimostrazione dell’importanza dell’aspetto estetico e in generale della vista sul gusto.

Sushi

La storia del sushi risale a circa 2000 anni fa quando la coltivazione del riso arrivò in Giappone dal sud est asiatico tramite la Cina e veniva usato come strumento di conservazione: il pesce veniva disposto tra strati di riso e lasciato fermentare per mesi. Una volta terminato il procedimento il riso veniva scartato e si consumava solo il pesce.  Col passare del tempo, da metodo di conservazione si trasformò in una vera e propria ricetta. La ricetta che più si avvicina al sushi che conosciamo oggi comparve a Tokyo nei primi decenni dell’ottocento quando il sushi veniva venduto dalle bancarelle come fast food.

 

Che dire Alleria Family.. spero di non avervi messo troppa fare! 

Ma soprattutto spero che vi siate appassionati ancor di più al Giappone e alla sua immensa simbologia!

Vi aspetto nello shop!

キス Kisu!

Leave a Comment

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Ricevi uno sconto del 10% immediato sulla nuova collezione

d
ordina la tua carta regalo

Un regalo davvero originale

Alleria-Couture-Logo_B
Shop with style

Alleria Couture trova i capi unici nelle nuove collezioni.

Be different!

Contattaci

+39 327 222 2104

info@alleriacouture.com

Via Renazzo, 25

83012 Cervinara (AV)

Italy

You don't have permission to register